Il lavoro nobilita l'uomo? Di certo in Trentino non si sta con le mani in mano. Secondo il report Ispat realizzato questo mese sulla struttura e sulla competitività del 2023, il sistema produttivo provinciale si conferma ai primi posti per valore aggiunto insieme a Lombardia, Lazio e provincia altoatesina. In pratica la produttività media nominale del lavoro si attesta a un +13,8%, oltre la media del dato nazionale con un divario positivo di 13,4 mila euro per l'industria e di 6 mila euro per i servizi. Il valore aggiunto generato dal sistema market (industria e servizi di mercato) delle imprese trentine è di oltre 12,4 miliardi di euro (+4,5% rispetto all'anno precedente). Sul territorio ci sono anche più dipendenti: la dimensione media delle unità locali è infatti di 3,9 addetti, più alta rispetto alla media italiana di 3,6 ma inferiore a quella dell'Alto Adige di 4,2.
I dati dell'indagine ci dicono anche che in Val d'Adige, Valsugana e Rotaliana si genera il 44,7% del valore aggiunto provinciale. Rilevante è anche la quota nella Vallagarina (il 14,5% del totale) e nell'Alto Garda e Ledro (il 9,9%), che si connota sia per la presenza di importanti industrie metalmeccaniche e chimiche, sia per un turismo internazionalizzato.
Rilevante è il peso delle imprese strutturate: quelle appartenenti a gruppi, pur essendo solo il 10,4% del totale, producono il 51,7% del valore aggiunto del Trentino.