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Brentonico, referendum fitofarmaci: sì o no?

Mercoledì 02 Settembre - 11:00

Il braccio di ferro sulla tutela ambientale e della salute pubblica a Brentonico entra ufficialmente nel vivo, trasformando la gestione dell'attività agricola locale in un vero e proprio caso politico. Al centro della sfida ci sono i fitofarmaci e le nuove regole chieste dai cittadini attraverso un referendum. Il Comitato promotore si è detto pienamente disponibile a sedersi al tavolo delle trattative, aprendo il dialogo anche al mondo degli agricoltori, ma ha subito fissato dei paletti rigidissimi per evitare che il confronto si trasformi in una strategia dilatoria. La macchina referendaria, infatti, non si fermerà. I promotori pretendono l'immediata validazione delle firme raccolte e consegnate a metà agosto, insieme alla definizione di tempistiche certe per il voto, ricordando che solo un atto ufficiale può congelare le urne. Il vero nodo della questione è di natura giuridica e linguistica, e ruota attorno alle parole dello Statuto comunale. Se il sindaco ha proposto di verificare la possibilità di un percorso condiviso per affrontare i temi del quesito, il Comitato per Biodiversità e Salute ha sottolineato che una semplice discussione non basta. Secondo le regole del Comune, l'unico modo per far decadere la consultazione popolare è l'approvazione di una delibera che accolga in modo sostanziale e concreto le richieste dei promotori. Si tratta di tre pilastri giudicati non negoziabili: l'aumento delle distanze minime di sicurezza dei trattamenti da case, scuole, parchi pubblici e strutture sanitarie, l'introduzione di nuovi limiti orari e meteorologici per l'irrorazione dei veleni, e l'obbligo di piantare barriere vegetali protettive in caso di nuovi impianti agricoli o rinnovi delle colture. La palla passa ora alla giunta, chiamata a decidere se accogliere le richieste o lasciare che siano le urne a decidere il futuro della terra di Brentonico.

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