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Ritorno a Camelot: "Stop alle etichette"

Venerdì 04 Settembre - 20:00

Il raduno "Ritorno a Camelot", di Pietramurata si conferma al centro di una profonda frattura comunicativa e ideologica . Al centro del dibattito non ci sono solo le attività dell'evento, ma il significato stesso delle parole e delle simbologie utilizzate dagli organizzatori del Veneto Fronte Skinheads. L'associazione organizzatrice rivendica la natura puramente "identitaria" e culturale della manifestazione. «Non siamo "naziskin" e nemmeno xenofobi, basta con le etichette». I promotori difendono la legittimità di riunirsi in uno spazio privato, interpretando i riferimenti al "combattimento" e al "coraggio fisico" presenti sulle locandine non come incitamento alla violenza, ma come apologia del del coraggio fisico, dell'etica marziale e della difesa delle tradizioni comunitarie ed europee. A rischiare la querela è il deputato di Avs Angelo Bonelli, che ha dichiarato pubblicamente di aver visto i manifesti ufficiali di convocazione del raduno, descrivendoli come portatori di messaggi fortemente violenti ed esplicitamente discriminatori. Nello specifico, ha riferito che i manifesti recavano la scritta «abbattilo» associata a uno sfondo raffigurante figure non bianche.Domani la giornata clou dell’evento, in programma l’incontro tanto discusso dello sport da combattimento. Al centro però, affermano convintamente, vi è l’etica del combattimento e il rispetto dell’avversario. Sei le edizioni dell’evento culturale europeo di estrema destra che raduna molteplici Paesi sotto uno stesso tetto: spagnoli, svedesi, finlandesi, cechi, austriaci, oltre all’alta partecipazione locale che nella seconda giornata è aumentata. «Non ci aspettavamo tutto questo clamore» – dicono. La scelta finale di non vietare il raduno, ma di sottoporlo a un rigoroso monitoraggio delle forze dell'ordine, mentre all'esterno si è svolta una massiccia contromanifestazione pacifica, dimostra come la linea di demarcazione tra la prevenzione dell'apologia di ideologie totalitarie e la tutela dei diritti fondamentali rimanga fluida e controversa.

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