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80 anni di Autonomia: dalla tensione alla convivenza

Sabato 05 Settembre - 08:20

Ottant’anni fa, il 5 settembre 1946, una firma cambiò la storia del Trentino-Alto Adige.

A Parigi, Alcide De Gasperi e il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber sottoscrissero l’accordo che avrebbe posto le basi dell’autonomia e della tutela della popolazione di lingua tedesca dell’Alto Adige.

Ma il cammino fu lungo e tutt’altro che semplice.

Dopo la Prima guerra mondiale, il territorio passò all’Italia. Durante il fascismo arrivarono l’italianizzazione forzata, la limitazione della lingua tedesca e la trasformazione dell’istruzione e della toponomastica.

Nel 1948 entrò in vigore il primo Statuto di autonomia. Ma la gestione prevalentemente regionale non soddisfece le richieste altoatesine. Le tensioni aumentarono e negli anni Sessanta si arrivò agli attentati e alla “Notte dei fuochi”.

La svolta arrivò nel 1969, con l’approvazione del “Pacchetto”. Tre anni dopo, nel 1972, entrò in vigore il secondo Statuto: più competenze a Bolzano, maggiore tutela linguistica e nuovi strumenti di autogoverno.

Nel 1992 l’Austria dichiarò conclusa la controversia sull’attuazione dell’accordo. Da allora, l’autonomia è diventata un modello di convivenza tra italiani, tedeschi e ladini.

Ottant’anni dopo, quella firma non è soltanto memoria. È una storia di conflitti trasformati in dialogo, e di un territorio che ha fatto dell’autonomia uno strumento per costruire il proprio futuro.

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