Ottomila euro di multa, dimezzati a quattromila per il pagamento immediato. È la sanzione inflitta dal Garante della Privacy ad Asis, la società del Comune di Trento che gestisce gli impianti sportivi, per le telecamere installate negli spogliatoi della piscina di Gardolo. I dispositivi, presenti fin dal 2007, servivano come deterrente per prevenire i furti di portafogli e cellulari. Asis ha precisato che l'occhio elettronico non inquadrava mai le zone sensibili come docce, bagni o cabine, ma unicamente l'area comune degli armadietti. Per l'Autorità, tuttavia, le garanzie non sono bastate: lo spogliatoio rimane un ambiente ad elevata aspettativa di riservatezza. Per mettersi in regola, la società ha subito rimosso gli apparecchi e aggiornato la cartellonistica. Ma le conseguenze sul campo si sono viste subito: spenti i riflettori delle telecamere, nei locali sono prontamente ricominciati i furti e gli armadietti scassinati. Ma la questione sicurezza resta in primo piano. La vicesindaca Elisabetta Bozzarelli e il presidente di Asis Martino Orler confermano che la priorità resta la tutela dei frequentatori. Se al Lido Manazzon si sperimenta l'uso di mini-casseforti con codice segreto, per l'impianto di Gardolo il Comune intende riaprire il confronto con il Garante: l'obiettivo è progettare un nuovo sistema di videosorveglianza, questa volta al cento per cento a norma di legge.