Il Trentino-Alto Adige si colloca in zona arancione nella mappatura del rischio di infortunio mortale elaborata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering sui dati INAIL relativi al primo semestre 2026. L’incidenza regionale è pari a 17,5 morti sul lavoro ogni milione di occupati, contro una media nazionale di 14,5. Il valore regionale è quindi superiore alla media italiana, ma rimane sotto la soglia del 125% necessaria per entrare in zona rossa. La zonizzazione considera quattro fasce: bianca, per un’incidenza inferiore al 75% della media nazionale; gialla, tra il 75% e la media; arancione, tra la media e il 125%; rossa, oltre il 125%. Il dato del 2026 segna un cambiamento rispetto allo storico: il Trentino-Alto Adige è infatti tra le quattro regioni finite in zona rossa per tre dei quattro anni analizzati, insieme a Umbria, Sicilia e Campania. Nel primo semestre 2026 la regione non rientra però tra quelle con l’incidenza più elevata: la zona rossa comprende Calabria (24,9), Liguria (20,0), Sicilia (19,5), Campania (18,7), Umbria e Puglia (18,5). Il Trentino-Alto Adige, con 17,5, è preceduto anche dal Veneto, a 17,7. A livello nazionale, nei primi sei mesi del 2026 sono state registrate 482 vittime, 350 delle quali in occasione di lavoro e 132 in itinere. Rispetto al primo semestre 2023, i decessi complessivi sono aumentati da 450 a 482, pari al +7,1%.