Gregge attaccato a Cavedago, parla l'allevatore

Mercoledì 23 Settembre - 18:40

Il bilancio ufficiale del verbale non lascia spazio a interpretazioni: 34 capi morti, di cui 22 agnelli di poche settimane e 12 pecore adulte tra cui alcune gravide, 5 capi feriti oltre a sei animali dispersi nel fitto dei boschi che circondano la località Priori. L'ennesimo attacco da parte di un branco di lupi, registrato nell'area pianeggiante tra Cavedago e Andalo, riaccende violentemente i riflettori sull'emergenza predazioni in Trentino. Per l'allevatore che ha scoperto la mattanza, la vera tragedia non è quantificabile con i moduli della burocrazia provinciale. Il danno emotivo e ben più impattante di quello economico, assistere al massacro del proprio bestiame accudito giornalmente e dover gestire i capi feriti che, con tutte probabilità non sopravvivranno, determina il senso di totale impotenza. Il gregge si trovava all’interno di una recinzione elettrificata mobile, una delle misure di prevenzione standard promosse dalle autorità locali. Le reti protettive, però, non hanno fermato l’azione coordinata del gruppo. Tra i pastori trentini cresce l’amara consapevolezza che le classiche misure non bastino più a garantire la sicurezza delle greggi e la sopravvivenza della pastorizia d’alpeggio.

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