Trento supera la verifica dei LEA 2024, Bolzano no. È questo il dato principale che emerge dal monitoraggio della Fondazione GIMBE sui Livelli Essenziali di Assistenza. Nel 2024 sono 18 su 21 le Regioni e Province autonome che raggiungono la soglia prevista; 3 restano invece inadempienti: Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano. Il sistema assegna a ciascun territorio un punteggio da 0 a 100 in tre aree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. La soglia per l’adempimento è di 60 punti. Nel 2024 la Provincia autonoma di Trento totalizza 271 punti su 300 e si colloca al quinto posto. Bolzano si ferma invece a 206 punti e al 17° posto. Davanti a Trento si trovano Veneto (a 288 punti), Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte. Rispetto al 2023, il punteggio è diminuito di 7 punti, passando da 278 a 271. Nelle singole aree di valutazione, Trento si colloca al 1° posto nell’assistenza ospedaliera, al 1° posto nella prevenzione e al 12° posto nell’assistenza distrettuale, superando la soglia minima in tutte e tre le aree, mentre il punto critico per Bolzano rimane l’area della prevenzione collettiva e della sanità pubblica. Tra gli indicatori che caratterizzano quest’area ci sono anche le vaccinazioni. A Bolzano nel 2024 le coperture vaccinali sono rimaste inferiori al livello previsto del 95%, mentre quella contro il morbillo è indicata come ancora insufficiente. Nel 2024 Trento ha invece registrato una copertura del 95,4%, in calo rispetto al 96% del 2023, ma comunque sopra l'obiettivo nazionale. Una “promozione” amministrativa non coincide comunque necessariamente con un accesso facile e tempestivo alle cure. Tempi di attesa, difficoltà di prenotazione, distanza dai servizi e continuità assistenziale non vengono rilevati in modo sistematico dai 27 indicatori. Sul piano nazionale, il numero delle realtà adempienti è passato da 13 nel 2023 a 18 nel 2024, con un incremento di 5 territori. Nello stesso periodo, però, la quota di popolazione che ha rinunciato a prestazioni sanitarie è salita dal 7,6% al 9,9%, pari a quasi 5,8 milioni di persone.