Salari, contratti e potere d’acquisto le questioni al centro dell’ultima assemblea dei docenti degli istituti comprensivi della Provincia di Trento. Oltre 1500 i partecipanti, riuniti in Sala della Cooperazione su appello della Federazione Lavoratori della Conoscenza, il sindacato di categoria della Cgil.
La richiesta avanzata alle istituzioni è quella di uno stipendio adeguato al costo della vita. Secondo dati presentati in assemblea, risulta impietoso il confronto con l'Alto Adige, dove un insegnante a inizio carriera guadagnerebbe circa 6 mila euro lordi in più all’anno rispetto a un collega trentino. Differenza che salirebbe fino a 10 mila euro lordi verso metà carriera, per poi superare questa soglia nella parte finale del percorso professionale.
Secondo la Flc Cgil la differenza nasce soprattutto dalle rispettive indennità provinciali. In Trentino ammonta a 210 euro mensili, mentre in Alto Adige si parte da circa 900 euro per poi superare quota 1500 dopo otto anni di carriera.
Nel 2025 si è aperta una nuova fase di contrattazioni con la Provincia di Trento. In caso di mancati accordi, il sindacato si dice pronto alla mobilitazione. Sulla scia di quanto accaduto in Alto Adige.