Schwazer, dall’oro olimpico alle nuove accuse

Martedì 23 Giugno - 08:10

Una carriera segnata da successi sportivi, squalifiche e battaglie giudiziarie quella di Alex Schwazer. Vicende che per quasi vent’anni hanno diviso il mondo dello sport.

Il marciatore altoatesino raggiunge l’apice nel 2008, quando conquista la medaglia d’oro nella 50 chilometri di marcia alle Olimpiadi di Pechino. Quattro anni dopo, però, la sua immagine crolla: nel 2012 viene trovato positivo all’Epo alla vigilia dei Giochi di Londra e successivamente squalificato. Schwazer ammette l’uso della sostanza dopante e inizia un lungo percorso di riabilitazione sportiva e personale.

Sotto la guida dell’allenatore Sandro Donati, simbolo della lotta al doping in Italia, l’atleta tenta il ritorno alle competizioni. Nel 2016, però, una nuova positività al testosterone viene rilevata in un controllo effettuato pochi mesi prima delle Olimpiadi di Rio de Janeiro. La squalifica lo estromette nuovamente dalle gare e apre una delle vicende più controverse dello sport italiano.

Negli anni successivi Schwazer ha sempre sostenuto la propria innocenza, denunciando presunte irregolarità nella gestione dei campioni biologici. Nel 2021 il Tribunale di Bolzano, nell’ambito di un procedimento penale, ha ritenuto che vi fossero elementi tali da far ipotizzare una manipolazione dei campioni, alimentando il dibattito internazionale sul caso. Le autorità sportive, tuttavia, hanno continuato a considerare valida la positività e la relativa squalifica.

Concluso il periodo di stop, Schwazer è tornato alle gare e all’attività agonistica. Ieri però, il suo nome è finito nuovamente al centro dell’attenzione dopo l’apertura di un procedimento da parte dell’Agenzia nazionale antidoping tedesca. Il marciatore ha annunciato di voler chiedere una controanalisi solo a condizione che venga esaminato anche un campione di urina conservato personalmente dopo il controllo contestato. In caso contrario, ha dichiarato di non avere fiducia nel sistema e di essere disposto a rinunciare all’esame.

L’ennesimo capitolo di una storia che continua a dividere l’opinione pubblica e che, a distanza di anni dall’oro olimpico di Pechino, resta una delle più controverse dello sport italiano.

La nostra Piattaforma multimediale