Riforma della caccia, cacciatori trentini: "Nessuna grande novità"

Giovedì 02 Luglio - 11:50

Più specie cacciabili, calendari più lunghi e aree più estese dove praticare l’attività venatoria. Le novità previste nella riforma della caccia, promossa tramite il disegno di legge 1552, approvato con 80 voti favorevoli in Senato e dunque passato al vaglio della Commissione Agricoltura in Camera dei deputati. Promossa dal senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan, la riforma, intende aggiornare la legge 157 del 1992. Ma stando al parere di Matteo Rensi, presidente dell'Associazione cacciatori trentini, l'aggiunta di oca e piccione selvatico all'elenco delle specie cacciabili non rappresenta una novità rilevante per chi pratica l’attività venatoria entro i confini della Provincia di Trento, che ha già competenza esclusiva in materia. Se il progetto di riforma dovesse andare in porto, il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale non sarà più obbligatorio per la stesura dei calendari di caccia. Fattore che ha messo gli ambientalisti sul piede di guerra. Ma secondo Rensi anche in questo caso poco cambia per i cacciatori del Trentino. "Abbiamo calendari pressoché uguali da anni" ha spiegato a Trentino Tv. L'unica novità sostanziale, secondo Rensi, riguarderebbe la modifica dell'articolo 12, che aprirebbe alla possibilità di ottenere permessi di caccia al di fuori della zona Alpi.

La nostra Piattaforma multimediale