Crisi abitativa in tutta Italia, e anche a Trento. Secondo il rapporto di Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale, tra il 2018 e il 2024 i canoni di locazione nel capoluogo sono aumentati dell'11,6%, un dato inferiore alla media nazionale del 22,6%, ma sufficiente a rendere sempre più difficile trovare un alloggio a prezzi accessibili. I dati, anticipati da IlSole24Ore, sono nel dossier “La questione abitativa” che sarà presentato a Roma nel corso di un convegno. Se Trento registra una crescita relativamente contenuta, la situazione è ben più critica in altre città. Gli aumenti maggiori si concentrano a Gorizia, Vercelli, Firenze, Aosta e Milano, dove i canoni sono saliti di oltre il 41%. Tra i principali capoluoghi spiccano anche Bologna (+34,1%), Matera (+33,5%), Trieste (+32,4%), Modena (+31,3%) e Bari (+29,8%), mentre Roma (+22,9%) è in linea con la media nazionale e Napoli si ferma al +24,8%. Nel capoluogo trentino la pressione sul mercato immobiliare è alimentata da un'offerta limitata di appartamenti disponibili e dalla forte domanda, legata anche alla presenza dell'università. Un contesto che rende sempre più difficile, soprattutto per studenti e giovani coppie, trovare un'abitazione a costi sostenibili. Secondo l'Ifel, l'emergenza casa non riguarda più soltanto le fasce economicamente più fragili. Oltre 1,5 milioni di famiglie italiane vivono oggi una situazione di disagio abitativo e sempre più lavoratori e nuclei con redditi medi faticano a sostenere il peso dell'affitto o ad accedere a un mutuo. Il rapporto evidenzia inoltre come il fenomeno sia aggravato dalla riduzione degli alloggi a canone accessibile e, nelle città più attrattive, dalla diffusione degli affitti brevi.