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Soccorso alpino: "Una chiamata su dieci da persone illese"

Martedì 21 Luglio - 17:00

Tanto in inverno quanto in estate, sulle dolomiti trentine ogni anno arrivano da tutta Europa gli amanti del trekking montano. Tra luglio e agosto insieme ai visitatori aumentano anche le richieste di intervento al Soccorso Alpino e Speleologico della Provincia. In prima linea per aiutare gli escursionisti in difficoltà.

Ma le richieste di intervento non sono sempre motivate da situazioni tali da rendere imprescindibile l'impiego di uomini e mezzi. La sera del 20 luglio, la Centrale Unica di Emergenza ha ricevuto ben tre richieste di soccorso, ma in nessun caso c’erano i presupposti necessari per un intervento.

Due escursionisti stranieri hanno chiesto aiuto dichiarandosi troppo stanchi e disidratati per affrontare una discesa lungo il sentiero Viola, nelle Dolomiti di Brenta. Altri due hanno telefonato per paura delle condizioni meteo avverse, dopo aver pensato di trascorrere la notte in tenda in zona Passo San Nicolò. Gli ultimi due hanno chiamato il 112 dal parcheggio del Fontanino, a Peio: terminata l’escursione, non riuscivano a trovare un taxi utile a scendere a valle.

La raccomandazione agli escursionisti meno esperti, è quella di studiare sempre con attenzione i percorsi prima di salire in quota e informarsi tramite i canali ufficiali su abbigliamento necessario, condizioni meteo e orari delle funivie.



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